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Archi Al Sud

Ciro Caliendo

Ciro Caliendo

Figlio di Salvatore Caliendo, musicista e compositore Salernitano, del quale è stato allievo per gli insegnamenti di pianoforte, armonia e composizione, è stato dipendente di un istituto di credito dal 1971 al 1998.

Nel 1974 iniziò l' apprendistato come liutaio  presso il laboratorio del  M° Vincenzo Annarumma  di Salerno. Alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1976, continuò sotto la  guida del figlio Mariano, con il quale collaborò come liutaio restauratore restituendo alla musica circa un migliaio di strumenti tra i quali alcuni di particolare interesse storico (Chitarra Guadagnini G. Torino 1841- Violoncello Dalla Costa, Cremona 1793- Violoncello Bergère, Parigi 1900- Viola Remy Cremona  1836). Detta collaborazione è terminata nel 1992, anno della  morte del  M° Mariano Annarumma.

Nel 1976 si avvicinò alle discipline etnomusicologiche e  con  il Teatrogruppo di Salerno, compì esperienze di ricerca, rielaborazione ed esecuzione della musica popolare del salernitano. In tale formazione ha dato concerti ed ha partecipato a numerose trasmissioni  della RAI, del secondo canale della Radio Nazionale Francese e della televisione Svizzera. Il Teatrogruppo ha  al suo attivo due dischi  incisi per la casa Albatros e numerosi concerti in sedi come la Biennale di Venezia e la Piccola Scala di Milano.

Dal 1978 ebbe inizio una collaborazione con il Prof. Roberto Leydi docente di etnomusicologia presso il DAMS (Università di Bologna) e svolse ricerche sulla tradizione costruttiva ed esecutiva di alcuni strumenti popolari offrendo contributi registrati per la realizzazione di alcuni dischi della Albatros.

Nel 1981 intraprese l' attività giornalistica come critico musicale e recensore. Significativo il rapporto con la pagina culturale  di Paese Sera nel 1988,  ha collaborato fino al 2003 alla edizione Salernitana  de il Mattino di Napoli.

Nel 1983  è stato  responsabile per l’Italia meridionale, della realizzazione della  I mostra sugli strumenti della musica popolare in Italia , ospitata tra l’altro dal Museè del l’Homme di Parigi, dal museo della Scala di Milano e  dal Teatro la Fenice di Venezia.

Nel 1989 si è laureto con il massimo dei voti e la lode in discipline della musica presso il DAMS (Università di Bologna), discutendo una tesi di argomento organologico.

Nel 1992   ha dato una serie di concerti e conferenze in Argentina ed Uruguay.

Nel 1996  ha curato  la I Mostra sulla Liuteria Storica del Mezzogiorno (Ravello- Villa Rufolo),  pubblicando per i tipi di Aspasia (S. Giovanni in Persicelo, Bo) insieme all’arch. Marco Tiella un catalogo con alcuni saggi organologici.

Nel 1998 ha realizzato  la  Mostra  monografica sulla chitarra battente Il canto, il battito, la memoria (Salerno Teatro G. Verdi) ed in quella occasione venne presentato, con un intervento personale del M° Roberto De Simone, il suo volume, edizioni Aspasia (S. Giovanni in Persicelo, Bo), intitolato La Chitarra Battente.

Dal maggio del 1999  cura e dirige  la rassegna di musica Da camera  Violammore che è giunta alla sua VIII edizione con significativi successi sia per l’aspetto musicale che per gli approfondimenti storico scientifici .Il  M° Salvatore Accardo  è stato per tre volte consecutive ospite della rassegna.

Nel novembre 2003 ha pubblicato per Cremonabooks (Cremona) la monografia sui liutai Salernitani Annarumma dal  titolo Curcuma, sandracca, mastice in lacrime. La liuteria napoletana a Salerno. Il volume  reca la prefazione del M° Salvatore Accardo.

Ha partecipato da effettivo il corso di  perfezionamento sulla  messa a punto e la montatura degli strumenti ad arco tenuto dal M° Horacio Pineiro presso la scuola di liuteria di Parma  (settembre 2005).

Dal 2006 è stato invitato annualmente dall’ Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli a corsi sul restauro e la conservazione dei beni organologici.

 

Sono in corso di pubblicazione anche i seguenti lavori:

1) La tradizione costruttiva e le prassi esecutive della Zampogna  nell’Italia meridionale.

2) La liuteria napoletana dal barocco all'età moderna.

3) Gli strumenti del sud Italia tra colto e popolare

4)  L’iconografia musicale  nelle opere pittoriche  tra Salerno e Avellino

 

Fino ad oggi ha costruito quarantacinque violini, cinque viole ed un violoncello. Rigoroso continuatore della tradizione liutaria Napoletana, i suoi lavori sono molto apprezzati sia da  liutai  italiani e  stranieri (Gregory Singer,  musicista e importante collezionista di strumenti  musicali di New York,  lo ha inserito nel suo sito web come suo unico riferimento tra i liutai italiani viventi e gli ha commissionato un quartetto che è in fase di ultimazione) che da musicisti  tra cui Salvatore Accardo, Massimo Paris,Luca Fanfoni, Laura Gorna, Gabriele Pieranunzi, Myriam Dal Don, Francesco Fiore, Michelangelo Massa, Piero Massa, Duccio Beluffi.

Ha partecipato con notevole successo  alla 53 edizione della JSIMA, mostra tenutasi a Tokyo dal 5 al 7 novembre, dedicata all’eccellenza liutaria italo-giapponese ed organizzata dalla Japan String Instrument Makers Association.